Mobbing → definizione
Il termine “to mob” è inglese ed è preso in prestito dall’etologia. Esprime il comportamento di animali che scatenano un attacco violento contro un elemento ritenuto estraneo, non gradito, pericoloso. Il “branco” si coalizza in un intento comune: aggredire, emarginare, scacciare un preciso individuo (anche facente parte della stessa comunità).
Gli animali utilizzano questa strategia in modo aperto e leale. Serve loro per difendere la specie e salvaguardare il proprio ambiente e la vita del branco.
Presso l’Università degli Studi di Cagliari è stata condotta nel 1999 una ricerca proprio sulle strategie di “mobbing” utilizzate dai gabbiani per difendersi in particolari periodi e condizioni.
Tale comportamento ispirato dalla natura è stato da tempo superato nella organizzazione sociale dell’uomo. I rapporti tra le persone sono disciplinati al rispetto di ognuno e del proprio spazio vitale. Ogni ambiente è governato da principi e regole che pongono ordine su scopi, comportamenti e criteri di convivenza.
Non esiste nessun “branco” legittimato a prendere iniziative o giustificato a contravvenire alla regola del rispetto di una persona. Qualsiasi azione mirata ad emarginare e prevaricare è inaccettabile e può costituire un reato.
Nella nostra società il mobbing non si esplica con atti aperti e leali, si nasconde dietro azioni che appaiono lecite o innocue ma che possono avere, nel loro insieme, l’effetto di danneggiare la salute fisica e mentale di chi le subisce.
Per mobbing intendiamo quel comportamento subdolo, vigliacco, vessatore, utilizzato contro una persona con lo scopo di colpirla, emarginarla, scacciarla dal contesto in cui opera.
NON è pertanto “mobbing” un conflitto aperto e definito nei suoi termini, per il quale esistano già canali preposti a dirimere la controversia. NON è, di per sé, mobbing ricevere un trasferimento, un incarico sgradito, un rimprovero, un trattamento sfavorevole o quant’altri CASI SINGOLI affrontabili e risolvibili tramite gli organi preposti a tutelare i diritti ed i doveri nel contesto in cui si opera.
Finora la società ha posto molta attenzione ad imbrigliare, frenare ed eventualmente punire “sul nascere ed in modo rigoroso” qualsiasi forma di arroganza e violenza fisica consumata da individui o da gruppi.
Oggi siamo chiamati a rivolgere la giusta attenzione per imbrigliare, frenare ed eventualmente punire le moderne forme di violenza psicologica che possono creare danni ancor più gravi.
|
|