Cosa si può fare oggi
Il problema è intricato e di complessità crescente. Nella dinamica dei fatti, nell’intreccio dei comportamenti, nel susseguirsi degli atteggiamenti, può diventare sempre più ingarbugliato comprendere chi sia in effetti la vittima e chi il prevaricatore.
Il mobbing si può scatenare in modo premeditato ma anche in modo involontario. Gli individui che possiedono e che coltivano caratteristiche di “mobber”, prima o poi, possono trovare un ambiente di complici per colpire una “vittima”.
Ma anche gli individui che possiedono e che coltivano le caratteristiche di “vittima” prima o poi possono trovare le condizioni per creare un “mobber”.
Chiunque si trovi invischiato in questo scenario (come vittima, mobber oppure complice) e desideri uscirne, ha di fronte tre ordini di difficoltà:
- di tipo sociale
- di tipo sanitario
- di tipo legale
Cerhi psicologi roma per problemi di Mobbing? Contattaci!
Il problema sociale
A chi può rivolgersi oggi un individuo che si rende conto di essere invischiato in una spirale di violenza psicologica mobbizzante?
Al superiore gerarchico?
A colleghi, collaboratori o dipendenti?
Al sindacato, amici, parenti o associazioni?
Supposto che ci sia qualcuno disposto ad ascoltarlo e credergli, lo fa a titolo di solidarietà personale, senza alcun ruolo e responsabilità professionale.
L’aiuto consiste in genere nel gettare acqua sul fuoco o cercare di infondere nuova energia per la lotta.
Il rischio è di aggiungere altro danno al danno.
Se è vero, come è vero, che il mobbing ha così gravi conseguenze morali, sanitarie ed economiche, per la vittima, per l‘ambiente e per la società intera, non sembra logico lasciare le cose all’iniziativa estemporanea ed abbandonare l’interessato a sé stesso.
Si rende necessario istituire dei centri di competenza in grado di coordinare la materia ed offrire sostegno per affrontare il problema ed interrompere il meccanismo.
Il problema sanitario
Il cammino che si prospetta a chi subisce mobbing, segue generalmente queste fasi:
1. Iniziale incredulità di fronte alla nuova situazione (“c’è forse un equivoco”, “non è possibile…”)
2. Aumento dello spirito di vigilanza (per avere conferme dall’esterno e per esaminare il proprio comportamento)
3. Fiducia di poter gestire isolamento e soprusi (“…capiranno”, “… si stancheranno”, “… passerà”)
4. Iniziale disagio e nervosismo (nella relazione con gli altri si insinua sfiducia e diffidenza)
5. Mortificazione e tensione (“…non me l’aspettavo”, “questo non lo dovevano fare”, “…glielo faccio vedere io”
6. Ansia, paura, aggressività (“agisco così…, no forse è meglio…, …ma poi, …ora basta…, da domani…”
7. Ossessione e rabbia (“devo…, non devo…, bisogna che…, non posso…”, “gliela faccio pagare”, “mi vendicherò”).
8. Fobie e somatizzazioni (attacchi di panico…, disturbi ai sensi…, …agli organi funzionali, …a quelli motori, …)
9. Cronicizzazione malanni… invalidità permanente
Oggi, fino al punto 6, la vittima è sola (la sua cura sembra non ricadere nella competenza di nessuno) mentre affronta la relazione con gli altri.
Dal punto 7, ricade nella competenza di medici e psicologi in quanto si ritrova alle prese con le proprie patologie o situazioni invalidanti.
L’interessato andrebbe sostenuto quando inizia a cercare aiuto, soprattutto prima che il mobbing renda manifeste le sue conseguenze.
La strada migliore si chiama “PREVENZIONE”.
Se riusciamo ad interrompere la sequenza nelle sue fasi iniziali, si possono evitare molte cause giudiziarie, problemi alla salute, degrado della convivenza e della produttività, danni economici e sociali.
La maggior parte dei potenziali casi di mobbing sono infatti (e per fortuna) interrotti nelle fasi iniziali del fenomeno. Gli individui rispondono in modo adeguato, con atteggiamenti e comportamenti che riescono a rompere il meccanismo.
Non tutti però possiedono tali caratteristiche e non sempre esistono le condizioni per metterle in atto efficacemente.
E’ tramite le persone interessate che riteniamo sia possibile attaccare il fenomeno ed interrompere la catena. Non ha importanza si tratti di mobbing premeditato oppure casuale. Non importa se sia causa di individui che prevaricano o di individui propensi a sentirsi vittime. All’interessato vanno offerti i supporti utili per affrontare la situazione:
- un supporto di tipo sociale,
- uno di tipo personale,
- uno di tipo legale.
Da cosa dipendono vaginismo ed eiaculazione precoce e a chi posso rivolgermi?
Supporto sociale
in primo luogo, l’interessato è bene sappia dove rivolgersi quando si trova, oppure ha il dubbio di trovarsi, in una situazione di mobbing.
Supporto personale
L’abilità ad affrontare le circostanze esterne deriva dalle caratteristiche individuali, dalla educazione e dalla formazione ricevuta.
E’ ragionevole che, di fronte a situazioni nuove, ci si possa trovare a disagio perché sprovvisti di esperienza per dare adeguate risposte.
L’aspetto che maggiormente causa disagio, è proprio l’insieme di nuove condizioni che si vengono a creare:
cambiano le regole del gioco che fino ad un dato momento venivano rispettate, cambiano atteggiamenti e comportamenti delle persone con cui si interagisce.